letture

Veronica Galletta, LE ISOLE DI NORMAN

La ricerca di una madre scomparsa diventa l’occasione per scoprire le ombre del passato. Un’isola, che isola non è, fa da sfondo alla vicenda intensissima e dolorosa di Elena, una giovane donna che indaga il suo passato con metodo e determinazione cercando in ogni momento di svelare un suo possibile futuro. Luogo incantato ed estraneo, Ortigia evoca, nella descrizione dell’autrice, l’isolamento della follia ma anche le suggestioni della cultura antica che permea da sempre certi posti del Sud Italia. Ortigia è rifugio sicuro per la voglia di solitudine di Elena e rischia di diventare la sua perenne reclusione se non ci fosse il mare. Il mare che separa ma che sa unire più e meglio della terraferma. Premio Campiello Opera Prima 2020.

Classificazione: 5 su 5.

Emanuela Canepa, L’ANIMALE FEMMINA

La vicenda di una giovane donna che sceglie di vivere lontano da una madre troppo conformista e opprimente. L’autrice lascia convergere due storie in un finale un po’ scontato e scolastico ma emergono con forza la tenacia e la capacità della protagonista, Rosita, di uscire dalla morsa in cui un ostile maschilismo l’aveva stretta e di trovare finalmente l’intima libertà che cercava da tempo. La scrittura è appassionata e la lettura gradevole. Premio Calvino 2017.

Classificazione: 4 su 5.

Marta Barone, CITTA’ SOMMERSA

Gli anni del terrorismo a Torino visti attraverso gli occhi di una giovane donna alla ricerca della vera identità di suo padre. Un uomo che in gioventù aveva adattato la sua vita alle ideologie parossistiche delle frange più estreme della sinistra e subito l’ingiusto disonore del carcere. La malinconica consapevolezza di una figlia che svela un padre sconosciuto attraverso le testimonianze di quelli che gli erano stati vicini. La narrazione è fluida e coinvolgente. Candidato Premio Strega 2020.

Classificazione: 4 su 5.

Elena Ferrante, LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

L’ipocrisia del mondo adulto si svela a Giovanna mentre è alle prese con i suoi problemi di adolescente. La Napoli benestante del Vomero fa da sfondo alla vicenda ma, ancora una volta, la Ferrante rimanda ai quartieri degradati de L’amica geniale, alle vie emarginate della zona industriale. Le stesse in cui prende origine la vicenda autobiografica narrata da Domenico Starnone nel romanzo Via Gemito. Non sono poche le affinità, anche linguistiche, di quest’ultimo con la narrazione della Ferrante e con i personaggi che animano le sue storie.

Classificazione: 3 su 5.

Domenico Starnone, VIA GEMITO

La storia di un padre ingombrante raccontata da un figlio che è riuscito a odiarlo. La rivisitazione critica e amara delle proprie origini nella Napoli devastata dell’immediato dopoguerra. Via Gemito è anche il racconto di una città che non c’è più e che fa da sfondo, come ne L’amica geniale di Elena Ferrante, a vicende intime di emancipazione e riscatto sociale. Premio Strega 2001.

Classificazione: 3 su 5.

Viola Ardone, IL TRENO DEI BAMBINI

Secondo dopoguerra. Per iniziativa delle donne del Partito Comunista Italiano migliaia di bambini del Sud lasciano le loro case per essere ospitati temporaneamente da famiglie del Nord. La vicenda personale di uno di questi bambini, Amerigo, figlio di una Napoli già povera e disperata prima del conflitto. La narrazione appassionata e commovente della difficoltà di fare una scelta e il perenne bisogno di tornare alle origini.

Classificazione: 5 su 5.

Nadia Terranova, ADDIO FANTASMI

I fantasmi di un passato ingombrante e doloroso continuano a perseguitare Ida che vive un presente fatto di ricordi. Il forzato ritorno a Messina fa riemergere emozioni che credeva sopite e le consente di scoprire nuove consapevolezze. Uno sguardo sulla percezione del dolore e sulla difficoltà di dirsi addio.

Classificazione: 4 su 5.

Nona Fernandez, LA DIMENSIONE OSCURA

Tra realtà e immaginazione, l’autrice racconta il Cile sotto la dittatura di Augusto Pinochet. La storia di diritti e libertà negate vista con gli occhi di chi, per ragioni anagrafiche, quegli eventi non li ha mai vissuti. Il grande impatto emotivo di una vicenda che non bisognerebbe mai smettere di raccontare.

Classificazione: 4 su 5.

Marinella Savino, LA SARTORIA DI VIA CHIATAMONE

Napoli 1938. La storia personale di Carolina, che per amore della sua famiglia cuce giorno e notte con l’intento di accumulare soldi e provviste per affrontare una guerra ormai incombente, diventa il racconto universale della tenacia e della lungimiranza delle donne. Una narrazione in equilibrio tra la lingua italiana e il dialetto, dove le vicende umane si intrecciano con le pagine più buie della storia del nostro Paese. Finalista Premio Calvino 2018.

Classificazione: 3 su 5.

Helena Janeczek, LA RAGAZZA CON LA LEICA

La storia affascinante di Gerda Taro, della sua prematura scomparsa durante la guerra civile spagnola e dell’impegno antifascista di un gruppo di giovani europei. La sua relazione con Robert Capa fondatore dell’agenzia fotografica Magnum si intreccia con un’esaltante vicenda professionale che li vede entrambi in prima linea sugli scenari di guerra. Ma è soprattutto il racconto di una donna veramente libera, che rincorre le sue passioni e per queste è disposta a mettere a rischio la sua stessa vita. Premio Strega 2018.

Classificazione: 4 su 5.